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Quando io ero ancora piccolo nel mio paesino di 3000 anime il mio nome, Mattia, non era così diffuso, anzi, da dare un maschio era anche strano. C’erano alcune donne anziane che si chiamavano Mattia. Ovviamente, ai tempi delle elementari, questo provocava infinita ilarità e prese in giro nei miei confronti, anche da parte degli Andrea(il nome più ermafrodita del mondo), ma non è questo che voglio raccontarvi.
Due anni dopo che nacqui io a un altro bambino fu dato il nome Mattia. Dovete sapere che ero un bambino bravissimo, di quelli “vai a letto” e già dormiva. Uno di quelli che si è preso una nota di merito tornato dalle vacanze di natale perché aveva studiato le tabelline sino al 10 anziché sino al 5, e ha pure pianto perché era comunque una nota. Ero anche troppo bravo, un sempliciotto.
Era l’altro Mattia invece che era terribilmente cattivo.
Appena seppe che io mi chiamavo Mattia, esattamente come lui, iniziò ad odiarmi. Mi picchiava. Era più piccolo e io non volevo picchiarlo, ma lui non mollava, riusciva ogni volta a farmi del male. Io non sarei dovuto esistere. Era lui l’unico Mattia. Io avrei dovuto cambiar nome.
Io dovevo diventare Bambino Pianezzi(il mio cognome).Ma vi rendete conto della cattiveria? Privare del nome, dell’identità, non essere nessuno, lui voleva eliminarmi completamente, io non avevo nessun diritto a esistere come Mattia, ma solo come Bambino generico.
Fatto sta che un giorno, a un compleanno di cui ho ancora vivi ricordi (chissà perché), un primo d’aprile molto soleggiato, correvamo come matti nella strada asfaltata e le ginocchia sbucciate si sprecavano, mi diede un colpo con un microfono del CantaTu appena sbustato, in un occhio. Per l’ennesima volta toccò a Mariella(mia madre) consolarmi, però quella volta mi disse anche “ascolta Mattia, tu sei troppo bravo, la prossima volta che lui ti disturba, che ti fa qualsiasi cosa, dagli un calcio nel sedere, sei più grande, non puoi farti picchiare così!”.
Successe poi che io per mesi non vidi più quel Mattia, per varie ragioni che sinceramente non conosco, nel frattempo le parole di mia madre mi risuonavano in mente. Dopo 5 mesi, a settembre, lo rividi ad un matrimonio.
Era proprio lui, con quel suo gilettino minuscolo sul suo corpo magro, era lui, il mio obbiettivo, non vedevo nient’altro attorno a lui, solo Mattia di spalle, stava per arrivare la vendetta di Bambino Pianezzi, e sarebbe stata dolce. Ero distante qualche metro da lui. Tutta rincorsa per sferrare poi il mio temibile calcio, col mio temibile 35 di piede, con la mia temibile scarpetta elegante da indossare al matrimonio e non mettere più per altri due mesi.
L’ho colpito, l’ho colpito alla grande.
Peccato che lui stava di mezzo a suo padre e suo madre che lo tenevano per mano.
Si girarono costernati, credo il padre mi urlò qualcosa, Mattia iniziò a piangere e io fuggii fuori dalla sala dei ricevimenti. Mia madre mi trovò un quarto d’ora dopo fuori, seduto su un gradino, che temevo di rientrare per paura del padre di Mattia. Le dissi del calcio.
Hai fatto bene
mi disse.
Io non ero cattivo. Ero giusto. Ed ero di nuovo Mattia Pianezzi a tutti gli effetti.
ahahaha eri adorabile. Ora un po meno :*
Milano, Berlusconi ferito da un oggetto lanciato ad personam.
(o anche: psicopatico colpisce a morte le speranze del centrosinistra)
Berlusconi colpito al volto da un souvenir del Duomo. Subito annullato il comizio di Matera.
La prognosi di Berlusconi è di venti giorni. Quella dell’Italia un’altra legislatura.
(Venti giorni? Agli italiani basterà molto meno per dimenticarsi di Spatuzza)
Il premier dovrà sottoporsi a un intervento per rimuovere dal volto la scritta “onaliM id odrociR”.
In un certo senso, Berlusconi ha accontentato quanti gli chiedevano un faccia a faccia con la Chiesa.
L’aggressore è incensurato. Subito esclusa la pista che porta all’Udc.
(L’uomo è risultato essere uno psicolabile. Votava Pd)
“Non sono nessuno”, ha dichiarato Tartaglia quando è stato preso, cercando di farsi passare per Rutelli.
Il padre: “Votiamo Pd, ma in casa nessuno odia Berlusconi”.
Anche se usare due volte la stessa giustificazione suona sospetto.
Tartaglia non risulta iscritto ad alcun partito, ma rifiuta di mostrare i calzini.
L’Economist: “Berlusconi inadatto a sanguinare”.
È polemica sui social network: nessuno aveva notato il crescente numero di iscritti al gruppo Facebook “Feriamo lievemente al labbro Berlusconi”.
Su Facebook già nati numerosi gruppi che simpatizzano per lo squilibrato. Fra i più quotati “Rimettiti presto Silvio”.
Ora si temono gesti di emulazione. E se qualcuno assalisse Napolitano con un grissino?
Minacciati anche altri esponenti della maggioranza: recapitata a Brunetta una busta contenente una gondola.
Immediata la risposta del Pdl: Gasparri lancia una statuetta di Silvio contro il Duomo.
“Ora va eliminata l’opposizione” dice Ali Khamenei dall’Iran.
Centrodestra compatto: “È una conseguenza del clima di odio”. Finalmente un po’ di autocritica.
Per non alimentare il clima di violenza, da oggi Berlusconi avrà sempre ragione.
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Spinoza » Blog Archive » Il sangue dei tinti
Impossibile sceglierne una. Geniale come sempre.
(via verita-supposta)
(via batchiara)
Sempre meglio. Li amo.
Tipo vi è mai capitato di non riuscire a capire quale sia il vostro umore in un determinato momento? O sono l’unica demente a cui capita?
Dannazione..
I haven’t felt the way I feel today
In so long, it’s hard for me to specify.
I’m beginning to notice how much this feels
Like a waking limb.. in pins and needles.
Nice to know you, goodbye.
Qualcuno di voi sarà in giro per la capitale in quei giorni? :)